
Nebbia mentale in perimenopausa: il tuo cervello non si sta spegnendo, si sta riorganizzando
di Gudrun Heinz, Vivi l'Essenza
Dimenticanze, parole che non arrivano, energia che crolla. Ecco cosa sta succedendo davvero. Il cervello sta cercando di trovare un nuovo assetto.
Sei nel mezzo di una frase e la parola non arriva.
Entri in una stanza e non ricordi perché. Rileggi la stessa riga tre volte. Hai la lista delle cose da fare, ma la mente è un cielo coperto. A metà pomeriggio l'energia se ne va, come se qualcuno avesse tolto la spina.
E poi c'è il pensiero che non confidi a nessuno: sto perdendo la testa?
Se ti riconosci, resta qui. Questo articolo è per te.
Cos'è la nebbia mentale
La nebbia mentale (in inglese brain fog) non è una diagnosi. È il nome che si dà a un insieme di esperienze che moltissime donne descrivono durante la perimenopausa:
•difficoltà a concentrarsi e a mantenere il filo
•vuoti di memoria, parole sulla punta della lingua
•sensazione di lentezza, di testa "ovattata"
•stanchezza mentale che arriva presto e non passa con il riposo
•meno fiducia nella propria lucidità
Non sono capricci e non sono "cose da donne". Sono segnali, e vale la pena ascoltarli.
Il cervello non è un organo isolato
Per molto tempo abbiamo pensato al cervello come a una cabina di regia chiusa,che dà ordini e impulsi, separata dal resto del corpo. Oggi sappiamo che non è così. E' uno scambio di informazioni bidirezionale.
Il cervello è in dialogo continuo con tutti i sistemi del corpo, attraverso ormoni e neurotrasmettitori. E gli ormoni sessuali, estrogeni e progesterone in primo luogo, non hanno solo una funzione legata all'apparato riproduttivo. Nel cervello esistono recettori per gli estrogeni in aree coinvolte nella memoria, nell'attenzione, nell'umore e nella regolazione dell'energia.
Quando in perimenopausa questi ormoni cominciano a fluttuare, il cervello lo sente e ne risente.
Non perché si stia rovinando, ma perché deve ricalibrarsi.
"La menopausa è un evento neurologico"
È una delle idee più importanti emerse negli ultimi anni dalla ricerca sul cervello femminile. La neuroscienziata Lisa Mosconi, una delle massime esperte mondiali in questo campo, sostiene che la menopausa non sia soltanto una fase ginecologica ma anche una transizione neurologica: una vera riorganizzazione cerebrale.
Pensa a cosa significa. Per decenni il tuo cervello ha lavorato con un certo equilibrio ormonale. Ora quell'equilibrio cambia, e il cervello si adatta, ristruttura, trova nuovi assetti. Ma il cervello ha una capacità incredibile: la cosiddetta Neuroplasticità. La capacità di riprogrammarsi attraverso nuovi input e informazioni.
Un processo del genere richiede energia, tempo e, a volte, produce fatica e confusione lungo la strada.
Perché la leggiamo male
Il problema è che di solito non colleghiamo questi segnali agli ormoni. Li attribuiamo a:
•stress ("ho troppo da fare")
•età ("è normale, le candeline da spegnere sono sempre di più")
•ansia ("sono io che mi agito")
E così succede qualcosa di molto doloroso: ti senti fragile e insicura proprio nel momento in cui smetti di fidarti di te stessa. Cominci a nasconderti, a scusarti in anticipo, a prendere più appunti, a fingere di essere sul pezzo. E tenere in piedi la facciata consuma ancora più energia.
Capire cosa sta succedendo cambia la prospettiva. Non sei rotta. Sei in transizione.
Quando parlarne con il medico
La nebbia mentale è comune in perimenopausa, ma può avere anche altre cause: tiroide, carenze di ferro o vitamina B12, disturbi del sonno, periodi di stress prolungato. Se i sintomi sono forti, improvvisi o peggiorano rapidamente, parlane con il tuo medico. Un confronto serio non toglie nulla al lavoro che puoi fare su di te, anzi lo rende più sicuro.
Un momento che chiede sostegno e accompagnamento
Questa fase non chiede di essere combattuta. Chiede comprensione, pazienza per il tempo di adattamento e accompagnamento.
Nella mia pratica vedo che le donne stanno meglio quando smettono di lottare contro la propria mente e iniziano ad accompagnarla. Lo faccio attraverso tre alleati:
Il respiro. È il canale più diretto che abbiamo per parlare al sistema nervoso. Cambiare il modo in cui respiri cambia lo stato in cui si trova la mente.
La presenza. Meditazione e mindfulness allenano l'attenzione come un muscolo: più la alleni, più impari a tornare qui quando la mente si disperde.
Gli oli essenziali. Il senso dell'olfatto ha un legame diretto con le aree del cervello che regolano emozioni e memoria. Gli oli essenziali diventano così alleati sottili per risvegliare i sensi e riportarti nel presente.
Non sono bacchette magiche, ma aiutano a ritrovare concentrazione, migliorano la memoria e l'energia vitale. Sono strumenti di cura quotidiana, da usare con consapevolezza e fiducia.
Immagina
Ti svegli e la mente è chiara. Il focus torna, la parola arriva, il pomeriggio non ti spegne. Hai energia per ciò che ami, non solo per ciò che devi. E ti fidi di nuovo di te.
Non succede forzando. Succede prendendo consapevolezza e cambiando direzione.
